400 ettari di natura protetta alle porte della città: habitat, specie target e il sistema idrografico che li tiene insieme.
Parco del Rodano e Parco delle Acque Chiare
Il Parco del Rodano è, con i suoi 400 ettari, una delle aree naturalistiche più estese di Reggio Emilia: abbraccia la città verso est, tra i quartieri di Buco del Signore, Pappagnocca, Rosta Nuova e San Maurizio. Al suo interno si trova il Parco delle Acque Chiare, e l’intero sistema fa parte del Sito di Importanza Comunitaria IT4030021 “Rio Rodano, Fontanili di Fogliano e Ariolo e Oasi di Marmirolo” — che si estende fino al Fontanile dell’Ariolo a Gavasseto.
Gli habitat protetti
Le Misure Specifiche di Conservazione della Regione Emilia-Romagna classificano diversi habitat di interesse comunitario presenti nel sito, tra cui i laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion (codice 3150), i fiumi di pianura con vegetazione del Ranunculion fluitantis (3260), le foreste a galleria di salice bianco e pioppo bianco (92A0) e le foreste alluvionali di ontano nero e frassino maggiore (91E0). Il documento regionale segnala che lo stato di conservazione di questi habitat è nel complesso “medio o ridotto” — non un giudizio negativo assoluto, ma un’indicazione di quanto lavoro di tutela resti da fare.
La fauna target
Tra le specie di interesse comunitario monitorate nel sito: il martin pescatore (Alcedo atthis), la garzetta (Egretta garzetta), l’airone bianco maggiore (Casmerodius albus) e, più raramente, la cicogna bianca (Ciconia ciconia) e l’albanella reale (Circus cyaneus). Tra gli anfibi e i rettili: la testuggine d’acqua autoctona Emys orbicularis, il tritone crestato italiano (Triturus carnifex), il ramarro occidentale (Lacerta bilineata) e la natrice dal collare (Natrix natrix). Tra i pesci, tre specie di interesse comunitario: barbo (Barbus plebejus), lasca (Chondrostoma genei) e gobione (Gobio gobio) — proprio queste ultime, secondo la Regione, rappresentano l’elemento faunistico di maggior valore dell’intero sito.
Il Rio Rodano è l’asse portante del sito e costituisce il principale elemento di naturalità.
La nutria: una presenza da gestire
Lungo gli argini del torrente Acque Chiare è comune incrociare nutrie (Myocastor coypus). Vale la pena essere precisi su questo punto: non è una specie autoctona, ma una specie aliena invasiva, la cui presenza viene attivamente monitorata e contenuta secondo un protocollo provinciale di trappolaggio, perché altera la struttura degli habitat acquatici e compete con la fauna autoctona — tra cui la stessa Emys orbicularis. Non è quindi solo una curiosità da segnalare durante un’uscita, ma un indicatore della salute dell’ecosistema.
Elementi del paesaggio storico
Lungo via Cugini e via Fonte Acqua Chiara sopravvivono filari di querce monumentali (Quercus robur), tutelate dalla Regione Emilia-Romagna. Il sistema storico delle acque superficiali comprende il fosso della Marciocca (o fossetta Parmeggiani), alimentato da acque di risorgiva, e il fontanile delle Acque Chiare, tuttora attivo, con una fascia di vegetazione igrofila lungo l’asta di deflusso.
Il Giardino di Gabrina
Nel Parco delle Acque Chiare si trova anche un giardino di circa 50 specie di piante officinali e aromatiche, coltivate privilegiando le specie autoctone secondo principi di agricoltura biologica e biodinamica. Il giardino è intitolato a Gabrina Degli Albeti, erbaiola e guaritrice reggiana processata per stregoneria nel 1375, ed è curato dal 2012 dai volontari dell’Associazione Gramigna. Non è un dettaglio folkloristico: è un patrimonio di conoscenza etnobotanica del territorio, coerente con lo sguardo di Kuro Fukuro sull’osservazione della natura come pratica, non solo come contemplazione.
Fonti: Comune di Reggio Emilia — Parco delle Acque Chiare · Comune di Reggio Emilia — Parco del Rodano · Regione Emilia-Romagna — Misure di conservazione SIC IT4030021 · Comune di Reggio Emilia — Giardino di Gabrina