Un fontanile perenne di sole acque di risorgiva, a sette chilometri dal centro città, protetto come sito di importanza comunitaria.
Gavasseto e il Fontanile dell’Ariolo
A sud-est di Reggio Emilia, nella piccola frazione di Gavasseto, si trova uno degli ultimi fontanili perenni della pianura reggiana: il Fontanile dell’Ariolo. Un’area naturalistica di appena 3 ettari, ma con un valore ecologico sproporzionato rispetto alle sue dimensioni — è uno degli ultimi esempi rimasti di un paesaggio di risorgive che un tempo punteggiava tutta l’alta pianura.
Acqua che risale dal sottosuolo
Il fontanile è “perenne”: alimentato in modo costante, tutto l’anno, da acqua di falda che risale in superficie per fenomeni idrogeologici naturali, senza bisogno di alimentazione esterna. La testa del fontanile, di forma circolare e circa sei metri di diametro, è bordata da una fascia di alberi e arbusti che la nascondono alla vista per i primi duecento metri del suo corso.
Nonostante il contesto circostante — un misto di agricoltura intensiva, tessuto industriale e periferia urbana — l’area conserva ancora una naturalità sorprendente, proprio grazie alla costanza e alla purezza dell’acqua di risorgiva.
Protezione e storia
Il fontanile è inserito, insieme al Rio Rodano e all’Oasi di Marmirolo, nel Sito di Importanza Comunitaria “Rio Rodano, Fontanili di Fogliano e Ariolo e Oasi di Marmirolo” — lo stesso sistema protetto di cui fa parte anche il Parco del Rodano. La sua presenza è documentata fin dal 1422, in un atto di vendita di terreni a Gavasseto che cita un “luogo detto palude”.
Un affioramento di acque limpide, ricche di ossigeno, con temperatura poco variabile nel corso dell’anno.
Una curiosità locale
Tra gli anni ’60 e ’70 il fontanile fu al centro di un piccolo caso mediatico locale e nazionale: il cosiddetto “mostro dell’Ariolo”, un misterioso animale dalle sembianze di un enorme serpente che alcuni residenti sostenevano di aver avvistato nelle sue acque. Nessuna conferma naturalistica, ovviamente — ma un segno di quanto questo piccolo angolo di natura sia rimasto impresso nella memoria di chi vive a Gavasseto.
Flora e fauna
Come il resto del sistema SIC di cui fa parte, il fontanile ospita specie legate all’acqua di risorgiva: tra i pesci, il gobione (Gobio gobio) e il ghiozzo padano (Padogobius martensii), endemismo della pianura padana particolarmente legato a questo tipo di habitat. Tra gli anfibi, la rana verde (Pelophylax lessonae/esculentus) e, nei periodi favorevoli, il tritone crestato italiano (Triturus carnifex). La testa del fontanile e il primo tratto dell’asta, bordati da alberi e arbusti, ospitano una fascia di vegetazione igrofila tipica delle risorgive, con specie come la lisca maggiore (Typha latifolia).
Fonti: Comune di Reggio Emilia — Area naturalistica Fontanile dell’Ariolo · Unimore — Il fontanile dell’Ariolo a Gavasseto · Regione Emilia-Romagna — Misure di conservazione SIC IT4030021