Dalle prime colline reggiane fino al Canalazzo Tassone: il corso d’acqua che tiene insieme l’intera rete di aree protette a est della città.

Il torrente Rodano

Il Rodano nasce a est dell’abitato di Fogliano dalla confluenza di tre rii — Lodola, Lavacchiello e Valcavi — che scendono dalle prime colline di Albinea, rendendo il suo bacino idrico un bacino prettamente locale. Da lì transita a est del centro abitato di Reggio Emilia — attraversando il quartiere di San Maurizio, dove sorge il Centro Sociale Venezia — per poi confluire, a nord della città, al confine con il comune di Bagnolo in Piano, nel Canalazzo Tassone. La sua prima menzione documentata risale all’anno 961.

Gli affluenti

Il Rodano riceve le acque del Rio Acqua Chiara — non il contrario: non è il Rodano a dividersi generando le Acque Chiare, ma quest’ultimo a confluirvi come scolatore minore, a monte del Parco del Mauriziano, alla fine di via Metastasio. Poco più a monte, presso il ponte di via Emilia, riceve anche le acque del rio Ariolo, proveniente dal Fontanile dell’Ariolo di Gavasseto. È quindi l’asse portante di tutto il sistema idrografico che questo sito racconta: dalle colline di Albinea fino al cuore urbano di Reggio Emilia.

La Chiusa di Villa Curta

Nel tratto compreso tra San Maurizio e la frazione di Villa Curta si trova un’importante opera idraulica, la Chiusa di Villa Curta. Dopo l’alluvione del novembre 2019, che aveva accelerato l’erosione delle sponde in questo tratto, sono stati completati lavori di consolidamento su entrambi gli argini, finanziati con fondi della Protezione Civile.

Il torrente Rodano è l’asse portante del sito e costituisce il principale elemento di naturalità.

La vegetazione lungo l’alveo

Nei tratti a maggiore naturalità, l’alveo incassato del Rodano è avvolto da una folta vegetazione, con numerose specie arboree e arbustive autoctone. Nel sottobosco sopravvivono anche rarità botaniche, tra cui il tulipano selvatico — un dettaglio che sorprende, in un corso d’acqua che scorre a pochi minuti dal centro città.

Flora e fauna dell’ecosistema fluviale

Il Rodano fa parte del Sito di Importanza Comunitaria IT4030021, e come tale ospita specie di interesse conservazionistico monitorate dalla Regione: tra i pesci, il barbo comune (Barbus plebejus), la lasca (Chondrostoma genei) e il gobione (Gobio gobio) — considerati dalla Regione l’elemento faunistico di maggior valore dell’intero sito. Tra gli uccelli, il martin pescatore (Alcedo atthis) e, nei tratti più aperti, la garzetta (Egretta garzetta) e l’airone bianco maggiore. Lungo le sponde si osservano anche natrice dal collare (Natrix natrix) e, più raramente, il ramarro occidentale (Lacerta bilineata). La foresta a galleria di salici e pioppi che accompagna il corso — habitat 92A0 di interesse comunitario — resta, pur se degradata in alcuni tratti, l’elemento di naturalità più rappresentato lungo tutto il torrente.

Un progetto di riqualificazione in corso

È allo studio presso la Regione Emilia-Romagna la proposta istitutiva del Paesaggio naturale e seminaturale protetto “Terre e Acque dell’Ariosto”, che riguarderebbe il medio e basso corso del torrente. Nel frattempo sono già partiti interventi concreti: forestazione alla sorgente del Fontanile Ariolo, alla confluenza tra Rodano e Rio Acqua Chiara, e lungo il bosco urbano Dario Fo — parte di un piano più ampio anche per la sicurezza idraulica dell’area, dopo gli allagamenti che negli anni scorsi hanno colpito la zona di Gavassa.

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Fonti: Studio idrico dell’area del Mauriziano · Stampa Reggiana — Consolidamento sponde Rodano · Comune di Reggio Emilia — Riqualificazione area Rodano · Regione Emilia-Romagna — Misure di conservazione SIC IT4030021

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kurofukuro
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