Un lembo di golena silenzioso sul Po, a Gualtieri — storia di reduci di guerra e oggi rifugio di fauna fluviale.

Isola degli Internati, sul Po

Nel territorio del comune di Gualtieri, sulla riva del fiume Po, si trova l’Isola degli Internati — oggi una penisola, non più un’isola vera e propria, a seguito dei cambiamenti nella conformazione del fiume nel tempo. È uno dei luoghi meno conosciuti e più silenziosi del tratto reggiano del grande fiume, con un valore naturalistico che si intreccia a una storia sociale precisa.

Un nome che viene dal dopoguerra

Il nome deriva da un episodio del 1945: sedici reduci del paese, sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti, fondarono su questo lembo di terra una cooperativa agricola per lo sfruttamento del legname — un modo per ricominciare a vivere in un periodo di grande povertà. Il pittore Antonio Ligabue frequentava questo luogo appartato per trovare quiete. Nell’area sono visibili, quando il fiume è in secca, i relitti di imbarcazioni bombardate durante la ritirata tedesca nella primavera del 1945.

Un paesaggio sospeso, silenzioso, di bosco, picchi rossi, cinci paffute, gufi e altri uccelli.

Un progetto di rinaturazione in corso

L’area è oggi al centro di un intervento di AiPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po), finanziato con fondi PNRR, per far arrivare più acqua alla lanca — il ramo morto del fiume che circonda la penisola — e migliorare l’ambiente per la fauna e la flora locali. È un caso interessante di zona umida che deve la propria rinascita naturalistica proprio all’intervento umano, dopo decenni in cui il fiume e le sue risorse erano rimasti in secondo piano.

La fauna ittica del Po: un ecosistema alterato

Il tratto di Po che lambisce l’Isola degli Internati fa parte di un bacino la cui fauna ittica è oggi profondamente alterata: secondo la Carta Ittica dell’Autorità di Bacino del fiume Po, circa il 43% delle specie censite negli ultimi anni è di origine esotica. In termini di biomassa dominano largamente specie non autoctone — siluro (Silurus glanis), carpa, carassio, abramide, sandra — mentre le specie native, come il barbo comune, la lasca, il triotto, il cavedano e il luccio, rappresentano oggi una quota minoritaria. Due specie, lo storione comune e lo storione ladano, sono considerate estinte dall’intero bacino. È un quadro che rende ogni osservazione di specie autoctona, in questo tratto di fiume, particolarmente significativa.

Uccelli e vegetazione ripariale

Il bosco che circonda la lanca — pioppi, salici, vegetazione golenale — ospita una fauna tipica degli ambienti fluviali: picchi, cince, e specie legate al bosco planiziale. Non è raro incrociare gufi tra i rami più fitti al crepuscolo. Lungo la riva, dove l’acqua è più tranquilla, si osservano anche aironi e, con un po’ di fortuna, il martin pescatore (Alcedo atthis), presente in tutto il sistema fluviale del Po e dei suoi affluenti minori.

Come arrivarci

Si raggiunge da via Po, a Gualtieri, imboccando la ciclabile che costeggia la riva del fiume fino al Porto Vecchio, antico punto di attracco del traghetto a fune che un tempo trasportava gli operai verso Pomponesco. Da lì si percorre il lembo di terra fino alla penisola.

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Fonti: Wikipedia — Isola degli Internati · Il Resto del Carlino · ANPI Reggio Emilia · Autorità di Bacino del fiume Po — Carta Ittica

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kurofukuro
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